Un viaggio di poco più di 30km che attraversa gran parte della linea storica del Besanino, ovvero la Milano-Lecco Via Molteno. Poco prima di trovarsi ai piedi del Monte Barro e sulle sponde del Lago di Annone si scende nella stazione di Oggiono, popoloso comune tra le colline moreniche dell’Alta Brianza. Una semplice mulattiera risale verso il caratteristico comune di Ello, uno dei più interessanti della zona, posizionato ai piedi del Monte Brianza. Tra scorci tipici della Brianza più rurale, non mancheranno anche quelli legati al passato industriale delle filande. Dopo una camminata tra boschi di castagno, aziende agricole e frazioncine immerse nei pascoli in una cornice bucolica, si scende di nuovo verso Oggiono. Nella stazione a valle dopo questo splendido giro ad anello, non si può che confermare il potenziale del turismo di prossimità di questo territorio, servito da una delle linee ferroviarie più suggestive della Lombardia.
🚂Linea Milano- Lecco (Via Molteno), stazione di Oggiono (andata)
🏃Lunghezza: 11km
⏰️Durata: 3h 20min
↗️Dislivello: 290m in salita, 290m in discesa
☀️Periodo Consigliato: Tutto l’anno
💪Difficoltà: facile
Oggiono è un comune di circa 9.000 abitanti della provincia di Lecco, compreso nel territorio della Brianza Lecchese con una grande vocazione agricola. L’industrializzazione portò uno sviluppo notevole della lavorazione della seta con l’apertura di un primo stabilimento nel 1898 sulle sponde del torrente Daverio. Negli Anni 30 del Novecento la crisi dell’industria serica provocò la chiusura di filande e filatoi, sviluppando un industria dedita alla meccanica. Il centro e le frazioni di Oggiono mantengono le caratteristiche rurali della Brianza di un tempo, nonostante convivano palazzoni e capannoni eredità del boom economico che portò la zona a diventare un’importante sede di complessi produttivi di macchine utensili, tessili e di motori. Arrivati in stazione si percorre tutta la Via Vittoria, arrivando nella più centrale Via Marco di Oggiono e girando così in Via Montello.



Attraversata la trafficata Via Papa Giovanni XIII, ci si incammina in lieve salita verso la Via Locatelli e la Salita Dossolo per seguire infine il Sentiero delle Torri. Una mulattiera che lascia alle spalle l’abitato di Oggiono, attraversando il Torrente Davero ed arrivando in località Castello di Oggiono. Una piccola deviazione nella frazione per ammirare alcuni scorci brianzoli, per poi rimettersi sul percorso.



Ritornando brevemente su strada asfalta si incontra in Via Castello di Oggiono una strada bianca con numerose indicazioni, tra cui quella per la Marcita di Ello. Si prosegue nei campi fino a prendere la deviazione che porta verso la marcita. Un ecosistema prezioso caratterizzato da sorgenti, falde superficiali e corsi d’acqua che confluiscono poi nel Torrente Daverio. L’ ambiente umido del luogo possiede un prezioso valore naturalistico, qui vivono numerose specie acquatiche tra cui il gambero di fiume. La marcita di Ello, come tante altre nel territorio, rappresenta una tecnica colturale tipica della Pianura Padana che comporta l’irrigazione di acqua sorgiva nei campi anche nella stazione invernale. Questo metodo impedisce ( vista la temperatura costante sui 9° dell’acqua) al terreno di ghiacciarsi. In questo modo la vegetazione continua a crescere anche durante l’Inverno, rendendo possibile il taglio del foraggio più volte durante l’anno, rispetto ai prati non coltivati con questa tecnica.



Tra i boschi di ontano nero ed i numerosi ruscelli che rendono la Marcite di Ello una piacevole deviazione dell’itinerario, si prosegue arrivando così su strada asfaltata. Ci dirige quindi verso il centro di Ello, patria dei Missaglia, celebri armaioli dei secoli XV e XVI ed un tempo luogo di villeggiatura dell’aristocrazia milanese.



Il comune di poco più di 1000 abitanti è un importante centro agricolo dell’Alta Brianza Lecchese, situato sulle pendici boscose del Monte Regina ( 817 m s.l.m) uno dei tre colli che costituiscono il Monte Brianza. Il borgo nonostante le piccole dimensioni offre alcuni edifici di rilevante interesse storico tra cui: la Casa Armaioli Missaglia (XV secolo), Villa Montecuccoli Cicogna ( sec. XVII – sec. XIX), Villa Amman (1774), Casa Raimondi (1924), il Palazzo della Porta, la Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate simbolo del paese ma sicuramente meno interessante rispetto alla Chiesa dei SS. Giacomo e Filippo, di gusto sensibilmente gotico. Dopo un giro nel centro di Ello ci si reca in direzione della Via Giosuè Carducci, dove svoltando in Via Filatoio si trova una delle due filande abbandonate del comune brianzolo.



La coltura del baco da seta era un’attività ben radicata nel territorio della Brianza. Le famiglie contadine avevano un ruolo centrale nella produzione dei bozzoli che venivano successivamente venduti ai grossisti e poi lavorati nelle filande. Un lavoro duro e malpagato in cui veniva impiegata la forza lavoro femminile. Ad Ello ancora oggi sono visibili due edifici in abbandono che ospitavano un tempo i numerosi lavoratori della filanda. Il primo “il Filatoio della Torre” si trova vicino al percorso che porta verso il Monte Brianza, il secondo il Filatoio dello Zero è situato poco sotto il borgo.



Ritornando sulla Via Carducci, si sale passando accanto alla scuola primaria, qualche pascolo e si prosegue nel bosco con un bello scorcio su Ello. Si seguono le indicazioni per il Monte Regina, fino ad arrivare in un bivio in piano con al di sotto una piccola valletta dove scorre il Torrente Gandalologlio, in prossimità di località Ponte dell’Olio e Via Lecco. Da qui si prende il sentiero più basso seguendo l’indicazione per Marconaga.



Un tratto in discesa tra i boschi di castagni, seguendo in parte il percorso del torrente che sbuca sui verdi pascoli alle spalle di Marconaga. Una deliziosa frazione con un bel balcone panoramico sulla zona di Molteno, il Lago di Annone ed alcune vette del Triangolo Lariano. Dal piccolo borghetto parte anche un altro interessante itinerario denominato la Via della Seta che giunge nel territorio di Colle Brianza.



A Marconaga si riprende la Via della Repubblica passando per un caratteristico complesso rurale: la Cascina Vediziero. Ancora qualche passo e si devia sul sentiero verso un’azienda agricola, inoltrandosi prima in un bel pratone, nel bosco ed oltrepassando un torrente. Si arriva così su una strada poderale che scende poi verso il Laghetto artificiale di Cogoredo, situato nel comune di Dolzago. Il bacino venne costruito per la conservazione del ghiaccio, trasportato successivamente in casette vicino alla riva, in modo da avere il ghiaccio per la conservazione dei cibi nel periodo estivo.



Proseguendo sulla sponda del lago un sentiero denominato Marconaga-Trescano-Oggiono attraversa prima il torrente, per poi risalire nel bosco e sbucare in Via del Zero. Qui si può fare una deviazione verso l’altro vecchio filatoio Ex Zero, altro prezioso sito di archeologia industriale della zona. In via Zero il sentiero interrotto dalla strada asfaltata continua poi arrivando a Trescano. Si prosegue su asfalto, passando sotto a località Chiarè sull’omonima via con ancora qualche scorcio rurale interessante.



Si continua verso Oggiono, su strada asfaltata ma non trafficata ed a tratti in sicurezza. Si giunge sulla trafficata Via per Dolzago poco oltre la rotonda e si prosegue sulla Via Matteotti e Via per Molteno fino alla rotonda di Via Kennedy. Poco più avanti si svolta in Viale della Vittoria per ritornare in stazione ad Oggiono,dove il mitico treno Besanino riporterà gli escursionisti in città. Un percorso ad anello che sponsorizza sempre più alcuni luoghi della Brianza per uscite di poche ore dalla città.



STAZIONE DI OGGIONO-CASTELLO DI OGGIONO: 35min
CASTELLO DI OGGIONO- MARCITE DI ELLO: 10min
MARCITE DI ELLO-ELLO: 25min
ELLO- MARCONAGA: 55min
MARCONAGA-LAGHETTO DI COGOREDO: 30min
LAGHETTO DI COGOREDO-TRESCANO: 15min
TRESCANO-STAZIONE DI OGGIONO: 35min