Vivere le zone limitrofe alla città, un progetto in cui gli itinerari non sono solo montagne, scorci sui laghi e dislivelli impegnativi. Questo percorso appena fuori Milano, vuole promuovere i trekking urbani ed incentivare gli spostamenti nelle zone periferiche considerate troppo spesso poco attrattive e lasciate al degrado. Dalla stazione della linea M3 di San Donato si visita in un percorso tutto in sicurezza la città di giardino di Metanopoli. Nata nel 1952 per volere di Enrico Mattei che affida il progetto a Mario Bacciocchi, per la costruzione ex novo di una città con unità residenziali, sociali e produttive in un nuovo modello urbanistico avanguardistico. Un luogo in continua evoluzione, in una zona periferica a due passi da Milano, dove sono presenti numerosi percorsi adatti a chi ama lo sport all’aria aperta e le architetture urbane eclettiche. Una mappatura di un percorso che potrebbe sviluppare una rete di trekking ferroviari urbani, valorizzando zone in prossimità della metropoli che oggi hanno tutto il diritto di essere riqualificate ed insieme ad esse gli scali ferroviari.
🚂 Linea M3 GIALLA, stazione di San Donato Milanese
🚂 Linea S1, stazione di Borgo Lombardo
🏃 6,5km
⏰️1h45
↗️ 20m in salita, 20m in discesa
☀️ Tutto l’anno
💪 Molto facile
La stazione di San Donato della linea gialla è stata inaugurata nel 1991, un bel design della stazione che riprende il progetto che incarna la “Milano da Bere” tipica di quegli anni. Risaliti in superficie, si è immersi una cornice tipicamente della periferia: un grosso spiazzo con parcheggi a piani, pensiline del bus, qualche attività commerciale ed un brulicare di persone dirette e provenienti dai paesoni dell’hinterland sud est del capoluogo lombardo.



Dalla fermata della metro ci si dirige verso la Via Marignano/ parcheggio di Via Caviaga per proseguire poi sulla pista ciclopedonale Gino Bartali sempre sulla Via Caviaga. La prima tappa del trekking urbano è il Parco Enrico Mattei, centro sportivo e parco urbano. Costruito in concomitanza alla città di Metanopoli negli Anni Cinquanta, si estende su un’area di circa 100000 metri quadri, dei quali oltre 60 000 a verde e 9 000 al coperto. Un centro sportivo all’avanguardia per l’epoca, progettato da Mario Bacciocchi ad eccezione delle piscine che vennero realizzate dagli studi Bacigalupo- Ratti Zopppini e Mattioli. Il centro sportivo, conosciuto come Centro Sportivo Snam, rimase di proprietà dell’Eni fino agli anni 2000 per poi passare a quella del comune di San Donato Milanese. Numerosi edifici di grande pregio architettonico arricchiscono il parco: la piscina, le palestre, la tribuna…



Si esce dal Parco Enrico Mattei, continuando sulla Via Marignano tra abitazioni private interessanti fino ad arrivare alla Chiesa di Santa Barbara. Progettata all’inizio degli Anni Cinquanta sempre da Bacciocchi, per servire la nuova comunità religiosa di Metanopoli. L’edificio che riprende l’aspetto delle cattedrali toscane, venne dedicata a Santa Barbara, patrona delle attività minerarie e di conseguenza dell’estrazioni in generale. La porta d’ingresso è incisa su bronzo dagli scultori Arnaldo e Giò Pomodoro ed inoltre sulla piazza, a pochi metri dal campanile è collocata la statua di Santa Barbara, opera di Aldo Caron. L’interno del luogo religioso è ricco di un’infinità di dettagli: una grande navata centrale e altre due laterali che si presentano come piccole cappelle in successione e collegate tra loro, dove si trova l’ampio presbiterio dominato dall’immensa Crocifissione del pittore originario del Cadore Fiorenzo Tomea. Altrettanto interessante è la decorazione del soffitto composta da una cinquantina di pannelli in tarsie lignee (tecnica di dipinti su legno utilizzata nel Medioevo), raffiguranti immagini paleocristiane stilizzate in chiave moderna ed opera di Andrea e Pietro Cascella. Di grande pregio sono anche gli arredi di Arnaldo e Giò Pomodoro ed in particolare un tabernacolo in legno antico con piccoli pannelli in rame scolpiti e due massicci candelabri . La Via Crucis situata nelle pareti laterali invece, è composta da quattordici bronzi scolpiti in bassorilievo e incastonati nella parete da Pericle Fazzini, scultore di fama internazionale.



Lasciata la Chiesa di Santa Barbara non resta che immergersi tra le vie che costituiscono Metanopoli, la cui storia è riconducibile al 1946 con la scoperta di giacimenti petroliferi nel Basso Lodigiano che portò alla costruzione di un metanodotto nel 1949. Metanopoli non nasce con il fine di riqualificare o ampliare un luogo esistente, ma come città fondata ex-novo. Un progetto ambizioso nell’Italia post bellica, in cui Mattei decise di acquistare un’area di 80.000 mq in una posizione strategica: alle porte di Milano e vicina all’Autostrada del Sole, la Via Emilia e alla Paullese. Nella fase iniziale la città venne pensata come una “città albergo” per ospitare i numerosi lavoratori dell’ENI.



In solo un decennio vennero costruiti altri uffici, il quartiere scientifico e la Scuola di Studi Superiori sugli Idrocarburi ed i laboratori scientifico-tecnici, il quartiere industriale, con le officine ed i magazzini della SNAM, il motel per i camionisti e gli automobilisti e la stazione di servizio e di rifornimento. Successivamente si cominciarono a costruire oltre agli uffici, le prime residenze abitative con grande interesse per gli spazi per la collettività. Vengono disposti così numerosi servizi per i residenti: chiese, spazi commerciali, scuole ed ambulatori oltre ad una rete di condotte di riscaldamento centralizzato ed elettricità all’avanguardia. Tra palazzine signorili, case per impiegati e per i dirigenti, oggi questa città rimane un esempio italiano di nuova edilizia unico nel suo genere. La città si sviluppa lungo l’asse viario della Via Emilia e Via Gasperi, creando una assetto omogeneo ed ordinato in cui il verde ha grande importanza.



Oltre alle abitazioni civili quello che più colpisce a Metanopoli sono gli edifici costruiti per ospitare gli uffici in un piano regolatore risalente agli anni 60 e 70 da parte di Bacigalupo e Ratti. Non meno interessanti sono gli edifici risalenti agli Anni Novanta di Kenzo Tange e delle aree continue a Metanopoli opera di Mario Bellini, Vittorio Gregotti, Antonio Monestiroli, Gino Valle. Oggi nel quartiere alle porte di Milano vivono circa 6.000 persone e l’arrivo della metro nel 1991 ha fatto sì che Metanopoli mantenga un’atmosfera ancora molto residenziale nonostante la sua posizione periferica. Continuando sulla pista ciclopedonale ( Via Piadena/ Via Bellincioni/ Via Martiri di Cefalonia) si attraversa l’interessante zona residenziale fino ad arrivare ad un altro complesso di uffici, per continuare dritto in Via Europa.



Da qui è ben visibile l’interessante edificio del Cinema Massimo Troisi e nelle vicinanze la piazzetta con gli esercizi commerciali, in uno degli scorci più interessanti del quartiere. Tornando sulla Via Europa un sentiero porta al Parco del Laghetto, un parco pubblico con accesso libero, dove un sentiero attraversa tutto il perimetro del lago. La cava costruita nel 1955 era un’area privata, in cui accesso era possibile solo ai dipendenti Eni muniti di tessera di ricomoscimento che qui praticavano la pesca sportiva. Dopo che l’ENI vendette tutti i suoi terreni e le sue proprietà presenti sul territorio di San Donato Milanese, questo luogo divenne inaccessibile anche per i dipendenti e rimase chiusa fino al 2009, quando grazie ad un progetto di riqualificazione della zona fu creato il grazioso parco pubblico.



Terminato il percorso in riva al lago, si devia verso un altro interessante edificio religioso la Chiesa di Sant’Enrico in Bolgiano, terminata nel 1966 e progetto di Ignazio Gardella, finanziato da fondi dell’ENI. Simbolo e ricordo di Enrico Mattei che poco prima di morire. aveva immaginato l’ edificio in mezzo al nuovo villaggio di Bolgiano, in cui si stavano costruendo nuove abitazioni per i lavoratori di Metanopoli.



Visitata la chiesa, si va in via Felice Maritano, dove dal lato opposto con Via Primo Maggio si trova un sentierone che affiancando il palazzetto del ghiaccio, conduce verso il Parco dei Conigli. Un nuovo spazio verde adibito a parco pubblico, rimasto intatto tra la feroce urbanizzazione della zona. Si prosegue passando di fronte al Policlinico di San Donato, per poi attraversare il ponte sul Deviatore Cavo Redefossi e prendere la larga stradina sterrata che affianca il Lago Blu, luogo amato da chi pratica la pesca sportiva. Proseguendo si arriva così alla rotonda di Via Risorgimento, strada che va percorsa tutta in direzione della Via Emilia. Attraversata la trafficata arteria stradale ed il Cavo Redefossi, si giunge così nella frazione di Borgo Lombardo.



Il nucleo abitato stretto tra la Via Emilia e la ferrovia, ospitò nei primi anni Sessanta alcuni settori di produzione dell’Olivetti. Percorrendo la Via Mario Zerbi lungo la ferrovia, dove sfrecciano i treni ad alta velocità,tra palazzoni e villette tipiche degli Anni Cinquanta, si riassapora tutta la storia del boom economico italiano, rendendo affascinante anche una zona della periferia milanese. Continuando dritto un sottopassaggio conduce verso la stazione trafficatissima ed in stile un po’ post industriale, dove si riprende il treno suburbano verso Milano. Un trekking ferroviario che vuole dare importanza anche ai luoghi così vicini alla città, posti da far rivivere e riqualificare.



STAZIONE DI SAN DONATO M3- PARCO MATTEI: 10min
PARCO MATTEI- CHIESA DI SANTA BARBARA 10min
CHIESA DI SANTA BARBARA- PARCO DEL LAGHETTO: 15min
PARCO DEL LAGHETTO- CHIESA DI SANT’ENRICO IN BOGLIANO: 20min
CHIESA DI SANT’ENRICO IN BOGLIANO- PARCO DEI CONIGLI:10 min
PARCO DEI CONIGLI- STAZIONE DI BORGOLOMBARDO: 40min